Industria del lusso
Dietro ogni sfilata c’è un’azienda: un gruppo che compra e vende marchi, una rete di negozi, un bilancio da far quadrare. Questa sezione racconta il lusso come industria, con i numeri, le acquisizioni e le scelte di mercato che decidono quali maison crescono e quali si fermano.
Chi compra chi
Il lusso di oggi è organizzato in gruppi. Un esempio recente: il 2 dicembre 2025 Prada ha chiuso l’acquisizione di Versace da Capri Holdings, per 1,25 miliardi di euro, mettendo sotto lo stesso tetto due dei nomi più noti della moda italiana. Operazioni come questa cambiano i direttori creativi, la distribuzione, i prezzi, e in qualche caso l’identità stessa di un marchio.
Per orientarsi tra conglomerati, holding familiari e marchi indipendenti abbiamo costruito Chi possiede chi, una mappa dei gruppi e dei brand che controllano, con una fonte per ogni riga. Anche una realtà meno raccontata come Max Mara Fashion Group, con i suoi nove marchi, mostra come si costruisce e si gestisce un portafoglio di brand.
Come si vende il lusso
Il prodotto conta quanto il modo in cui arriva al cliente. Flagship store, e-commerce multimarca, il lavoro dei buyer e dei merchandiser decidono cosa vediamo in vetrina e a che prezzo. Raccontiamo casi concreti, come TheDoubleF, la versione digitale della boutique Folli Follie fondata dalla famiglia Galli negli anni Settanta.
E raccontiamo anche ciò che succede ai margini: il mercato parallelo, dove i prodotti escono dai canali di distribuzione ufficiali e arrivano ai clienti a prezzi più bassi. Capire perché esiste, e come i brand cercano di contrastarlo, aiuta a leggere meglio i prezzi del lusso.
Sostenibilità e responsabilità
Negli ultimi anni le domande dei clienti sono cambiate: da dove arrivano i materiali, chi ha cucito un capo, quanto durerà. Le aziende rispondono con politiche di responsabilità sociale, materiali diversi, programmi di second hand e vintage. Proviamo a separare gli impegni concreti dalle dichiarazioni, con un’analisi sul lusso sostenibile e una sulla responsabilità sociale d’impresa nei brand di lusso.
Quando una strategia non funziona
Non tutte le scelte di mercato vanno a buon fine. Il caso Brioni, sartoria nata a Roma che ha tentato un riposizionamento in chiave rock ’n’ roll, è uno studio utile su cosa succede quando un marchio si allontana dalla propria identità. Leggiamo questi casi con le fonti disponibili, da bilanci e comunicati alle dichiarazioni dei manager, seguendo il metodo editoriale di Wordrobe. Per le parole del settore, come quiet luxury o trickle-down, c’è il dizionario.
Da dove iniziare
Per farti un’idea di come funziona il mercato, parti da qui.
- Chi possiede chi — i gruppi dietro i brand di moda, con le fonti
- Prada compra Versace — cosa nasce dal nuovo polo del lusso italiano
- Lusso in saldo: il mercato parallelo — cos’è, perché cresce e come si contrasta
- TheDoubleF e l’e-commerce multimarca — dalla boutique Folli Follie al digitale
- Il lusso sostenibile è davvero possibile? — materiali, consumatori, second hand
- La responsabilità sociale nei brand di lusso — vantaggi e limiti della CSR
- Il rebranding di Brioni — una case history di riposizionamento
- Max Mara Fashion Group — come è fatto un gruppo con nove marchi
- Chi è il buyer — il mestiere che sceglie cosa arriva in negozio





