Storia della moda

La moda cambia ogni stagione, ma le sue vere svolte si contano: un taglio che ridisegna il corpo, un modo nuovo di produrre, una campagna che cambia il modo di parlare a chi compra. Questa sezione mette in fila quelle svolte, attraverso le storie delle maison e dei fenomeni che le hanno rese possibili.

Dalla couture al prêt-à-porter

Per buona parte del Novecento la moda si è fatta a Parigi, su misura. Nel 1947 il New Look di Christian Dior, con la vita stretta e la gonna ampia, segnò il ritorno al lusso dopo la guerra. Negli anni Cinquanta Cristóbal Balenciaga lavorò in direzione opposta, staccando l’abito dal corpo con volumi e linee nuove che anticipavano il decennio successivo.

Poi arrivò il cambio di scala. Nel 1966 Yves Saint Laurent aprì Rive Gauche, una boutique dedicata al prêt-à-porter: per la prima volta una maison di haute couture vendeva una propria linea pronta, a prezzi più accessibili. Il sistema della moda, da lì in avanti, non è più stato lo stesso.

L’Italia entra in scena

Il 12 febbraio 1951 Giovanni Battista Giorgini presentò nella sua casa di Firenze le collezioni di un gruppo di sarti italiani davanti a buyer e giornalisti americani. È la data che si indica come nascita della moda italiana come sistema. Nello stesso anno, a Reggio Emilia, nasceva Max Mara, uno dei primi esempi di prêt-à-porter industriale di qualità.

Più tardi arriva la Milano degli stilisti. Negli anni Settanta Giorgio Armani toglie rigidità alla giacca e cambia il guardaroba di uomini e donne; dal 1978 Gianni Versace porta in passerella il barocco, il mito greco e, negli anni Novanta, le supermodelle. Due idee di eleganza opposte, che insieme spiegano gran parte della moda italiana di oggi.

Corpo, forma e materia

Dagli anni Ottanta la storia della moda passa anche per la ricerca sul corpo e sul tessuto. Azzedine Alaïa lavora l’abito come una scultura aderente; Issey Miyake parte invece dal materiale e dal movimento, fino al plissé che diventa il suo segno. Sono due strade opposte, e si ritrovano ancora oggi nelle collezioni di molti designer. Per seguire questi cambiamenti di forma, aiuta conoscere le parole giuste: la silhouette, la longuette, il tailleur.

Come cambia il racconto

La storia della moda è anche la storia di come la moda parla di sé. Dalle campagne patinate degli anni Novanta ai brand che oggi scelgono un tono più vicino alle persone, la comunicazione ha attraversato tre modelli: aspirazionale, ispirazionale, solidale. Li ripercorriamo nella breve storia della comunicazione di moda, con le campagne che hanno segnato ogni fase.

Ogni articolo di questa sezione riporta le fonti accanto ai dati, come spieghiamo nel metodo editoriale.

Da dove iniziare

Un percorso in ordine cronologico, dal dopoguerra a oggi.

  1. Christian Dior e il New Look del 1947 — la silhouette che riaprì l’epoca del lusso
  2. Balenciaga e le rivoluzioni della silhouette — gli anni Cinquanta e il ritiro del 1968
  3. Max Mara e la sfilata di Giorgini del 1951 — la nascita della moda italiana
  4. Yves Saint Laurent e Rive Gauche — quando la couture incontrò il prêt-à-porter
  5. Giorgio Armani e la giacca destrutturata — un nuovo guardaroba per uomo e donna
  6. Versace: barocco, Medusa e supermodelle — la moda italiana come spettacolo
  7. Azzedine Alaïa e l’abito-scultura — il corpo al centro della forma
  8. Issey Miyake e il plissé — quando il tessuto diventa progetto
  9. Breve storia della comunicazione di moda — dal modello aspirazionale a quello solidale
  10. Il dizionario della moda — tutte le parole tecniche, spiegate

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